BLOG

Wine Paris, la nuova fiera internazionale del vino?

I numeri confermano la crescita della Wine Paris & Vinexposium, uno degli eventi più importanti al mondo per il settore vitivinicolo. L’edizione 2026 – che si è tenuta dal 9 all’11 febbraio al Paris Expo Porte de Versailles – ha riunito la comunità internazionale del vino.

A Parigi sono arrivati infatti oltre 6.000 espositori provenienti da circa 60 Paesi, con padiglioni nazionali e regionali sempre più numerosi e strutturati. I visitatori professionali invece sono stati circa 60.000 da quasi 160 Paesi. E ancora, la manifestazione ha registrato una significativa espansione internazionale: tra le nuove partecipazioni quelle degli operatori dell’Europa centrale e settentrionale, e dei mercati extra-europei.

Una fiera diventata una piattaforma globale

Wine Paris non è più solo una fiera francese: è diventata una piattaforma globale dove fare affari, esplorare tendenze e scoprire vini da ogni angolo del mondo. Il grande vantaggio di questa fiera – in confronto alla ProWein di Düsseldorf che si terrà a marzo – è la posizione: il Paris Expo Porte de Versailles si trova infatti nel cuore della Capitale francese. E questo, grazie anche a una rete di trasporti efficienti e alle strutture ricettive ancora accessibili, ha facilitato la partecipazione internazionale.

Il Wine Paris insomma ha tutte le carte in regola per essere un evento strategico non solo un’occasione per incontrare buyer e fare affari, ma anche per vivere la città e costruire relazioni durature. È presto per dire se Wine Paris prenderà il posto del ProWein come fiera internazionale, ma certamente il calo nel numero degli espositori all’imminente manifestazione di Düsseldorf non è un buon segnale.

Aumentano le giacenze italiane

In riferimento al solo mercato italiano, secondo l’ultimo report “Cantina Italia” dell’Icqrf, aggiornato al 31 gennaio 2026, le scorte di vino conservate nelle cantine italiane ammontano a 60,9 milioni di ettolitri, con un aumento del +5,9% rispetto a gennaio 2025 e del +2,4% rispetto a dicembre 2025.

Oltre al vino finito, crescono anche le giacenze di mosti (complessivamente se ne contano oltre 6,4 milioni di ettolitri, il 26,5% in più rispetto al 2025) e quelle di vino nuovo ancora in fermentazione (601.663 ettolitri, in aumento del 12,6%).

Il consumo rallenta anche all’estero

La crescita delle giacenze non è dovuta solo alla produzione, ma anche al fatto che le vendite non tengono il passo: la domanda è lenta o addirittura stagnante non solo in molti mercati interni, ma anche in quelli esteri. In particolare i consumi domestici sono moderati e le esportazioni – ad esempio verso gli USA – sono rallentate, a causa di dazi e barriere commerciali.

 Il risultato è che i vini prodotti restano in cantina invece di arrivare sul mercato o sulle tavole. Questo spiega perché, a fronte di produzioni elevate e di ottima qualità, le giacenze continuino a crescere o restino molto elevate.

Federico Repetto – Membro della Consulta della mediazione merceologica di FIMAA Italia – mediatore in vino e prodotti vitivinicoli 

Potrebbe interessarti anche