Negli ultimi decenni, il termine torre residenziale è diventato sempre più diffuso in ambito architettonico e urbanistico.
Una denominazione che distingue subito gli edifici alti a uso residenziale da quelli destinati a uffici o hotel.
Tuttavia, nel linguaggio comune le persone continuano a utilizzare il termine grattacielo, che descrive indistintamente un edificio con almeno 15-20 piani, a prescindere dalla destinazione d’uso.
È facile intuire perché le città si stiano sviluppando in altezza, ma il tema della vivibilità all’interno di questi edifici torna attuale ogni volta che nascono nuovi progetti monumentali nel mondo.
Ma quali vantaggi e quali criticità comporta vivere in un grattacielo?
INDICE
- Lo sviluppo verticale delle città
- Perché le persone scelgono di vivere in un grattacielo
- Quali sono i “contro” di vivere in un grattacielo
Lo sviluppo verticale delle città
Il vero motore della verticalizzazione urbana è dovuto a necessità strutturali delle città moderne.
L’aumento demografico e l’urgenza di ridurre il consumo di suolo spingono amministrazioni e progettisti a ritenerla molto più di una tendenza.
Secondo un recente studio realizzato basato sui dati del portale www.skyscrapercenter.com, nel 2021 sono stati costruiti nel mondo circa 140 nuovi grattacieli alti più di 200 metri. Residenziali e no.
Rispetto al 2010, c’è un aumento del +180% di torri residenziali, per un totale di 1883 edifici, 47 dei quali si trovano in Italia, principalmente a Milano.
In un mondo dove la sostenibilità è sempre più al centro delle politiche urbanistiche, la verticalizzazione rappresenta una soluzione efficace per concentrare servizi, ridurre la necessità di spostamenti e ottimizzare le infrastrutture cittadine.
Ma se, da un lato, la corsa verso l’alto ha contribuito a ridisegnare gli skyline globali, dall’altro resta aperta la questione dell’equilibrio tra densità abitativa e qualità della vita.
Perché le persone scelgono di vivere in un grattacielo
Negli ultimi decenni, nei grandi centri urbani, un numero crescente di persone che possono economicamente permetterselo scelgono di vivere in un grattacielo.
Per le fasce di reddito più alte, la scelta è principalmente dettata dal prestigio e dallo status symbol che caratterizza questi edifici fin dalla loro nascita.
Tuttavia, c’è un’ampia fetta di abitanti che non ne fa una questione di immagine ma di praticità.
Lo confermano le risposte lette su “Quora”, il noto forum di domande e risposte alla domanda: “Quali sono i pro e i contro di vivere in un grattacielo”?.
Dai dialoghi degli utenti emergono all’incirca 4 categorie di macro-vantaggi del vivere in un grattacielo. Sono i bisogni primari di persone in buona salute economica che vivono nelle grandi città: servizi; sicurezza; manutenzione; posizione.
- Servizi condivisi. Spazi di co-working, giardini pensili, palestre, piscine, aree per eventi, lavanderie e parchi nelle vicinanze.
- Personale di sicurezza e sistemi di controllo degli accessi, che garantiscono privacy e tranquillità.
- Personale di portierato h24 7/7 e manutentori, che si occupano di ogni intervento sia sull’edificio che sui singoli appartamenti.
- Posizione strategica dei grattacieli, che sono sempre inseriti in quartieri ricchi di negozi, ristoranti e luoghi di intrattenimento. Soprattutto per determinate fasce d’età, la possibilità di poter svolgere la maggior parte delle attività quotidiane a piedi o con i mezzi pubblici, è un fattore determinante di scelta. Una buona mobilità è fondamentale nei grandi contesti urbani internazionali, dove l’auto privata è un bene difficile da gestire.
Un altro aspetto rilevante è legato alle tecnologie utilizzate negli edifici di ultima generazione. Non solo materiali sempre più ecologici, come il legno lamellare incrociato (CLT) e il cemento a basse emissioni, ma anche innovazioni tecnologiche per ottimizzare le prestazioni energetiche.
In Italia, un esempio significativo è “Gioia 22”, uno degli ultimi grattacieli a destinazione business e retail costruiti a Milano. Si tratta di uno degli edifici più performanti dal punto di vista energetico finora realizzati, con il 65% del suo fabbisogno coperto da fonti rinnovabili. Grazie all’integrazione di un impianto geotermico, un sistema fotovoltaico incorporato nella facciata e un innovativo recupero termico sugli impianti meccanici, rappresenta una best practice per l’edilizia sostenibile. Ribattezzato “scheggia di vetro”, ha ottenuto la certificazione LEED grazie anche all’approccio C2C (Cradle to Cradle, “dalla culla alla culla”). Significa che al momento della sua demolizione tutti i materiali utilizzati potranno essere recuperati al 100%.
Per chi sceglie di vivere in un grattacielo, servizi, tecnologie avanzate e comfort abitativi aumentano la percezione di una qualità della vita più elevata. Vedute panoramiche, luce naturale e minore inquinamento acustico rispetto ad altre tipologie abitative rafforzano questa sensazione.
Eppure, vivere in un grattacielo non è una scelta esente da criticità, che emergono con altrettanta chiarezza dalle esperienze di chi ha scelto questa soluzione abitativa.
Quali sono i “contro” di vivere in un grattacielo
- Tempi di soccorso prolungati. Uno studio canadese ha evidenziato che oltre il 25º piano, i tassi di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco si riducono, principalmente a causa dei tempi di accesso dei soccorsi.
- Sensibilità agli agenti atmosferici. Le grandi altezze espongono i grattacieli a venti forti e condizioni climatiche estreme. Vi sono ovviamente sistemi avanzati di controllo che garantiscono stabilità e resistenza, ma le oscillazioni si percepiscono nettamente.
- Surriscaldamento. Nonostante l’uso di vetri a controllo solare e sistemi di oscuramento, ai piani più alti l’esposizione prolungata al sole e l’effetto “isola di calore urbana” possono rendere più difficile il raffrescamento.
- Dipendenza dagli ascensori. Vivere in un grattacielo comporta una forte dipendenza dagli ascensori. Tempi di attesa, guasti e manutenzioni, possono creare disagi nella quotidianità.
- Maggiori costi di manutenzione. Vivere in un grattacielo costa. Le spese condominiali variano in base a città, servizi e posizione. Nel “Bosco Verticale” di Milano, per un appartamento di 80 mq si parte da una base si parte da 1.500 €/mese, mentre in Gioia 22 la base minima è 7.000 €/anno.
- Isolamento sociale. Vivere in un grattacielo ed essere “lontani dal suolo” può aumentare la percezione del senso di isolamento sociale. Anche i ritmi circadiani vengono leggermente modificati a causa di albe anticipate e tramonti posticipati. A livello macro, studi e ricerche sociologiche evidenziano come la configurazione spaziale degli edifici influisce significativamente sulla coesione sociale e sulle dinamiche di vicinato. Un problema che riguarda anche molti altri edifici.
La crescita verticale delle città può rappresentare una soluzione solo se accompagnata da infrastrutture adeguate, spazi pubblici vivibili e una pianificazione che tenga conto non solo delle esigenze collettive, ma anche del benessere individuale.
Vivere in un grattacielo comporta una scelta consapevole, che va fatta valutando attentamente tutti gli aspetti, soggettivi e variabili nel tempo, in base alle proprie esigenze e alla fase della vita in cui ci si trova.



