Valori decisamente in rialzo per la produzione di Vino in Italia, anche se i consumi risultano essere in calo e le giacenze nelle cantine continuano ad essere elevate. I dati delle giacenze di Cantina Italia a maggio continuano, infatti, ad essere piuttosto elevati: secondo il prospetto, tra vino e mosto i volumi di stock sono superiori a 53 milioni di ettolitri, in aumento del 7,3% rispetto a maggio 2025. E’ il dato più alto dal maggio del 2022, che ereditava però una vendemmia di 49,8 milioni di ettolitri, mentre quella del 2025 si è fermata a 44,4 milioni di ettolitri, valore di poco superiore alla precedente.
Come rilevato dall’Osservatorio Vinicolo di Unione Italiana Vini, la dinamica tendenzialmente piatta dei consumi, sia a livello nazionale (-2% volume il dato Gdo gennaio-maggio 2026 rispetto al corrispondente periodo del 2025, con i vini fermi a -3%), sia a livello mondo (l’export ha chiuso a -4% di volume i primi tre mesi dell’anno), sta producendo una forte pressione sulle cantine, con i prezzi del vino sfuso (termometro puntuale della situazione) in costante decremento da inizio campagna: nei primi cinque mesi dell’anno i vini Dop segnano -6% rispetto alla media dello stesso periodo del 2025, gli Igp scendono a oltre -7%, mentre a conquistare la maglia nera sono i vini comuni, con una media di 54 centesimi al litro, pari a un -14.4% sul 2025.
Carlo Flamini, direttore Osservatorio Vinicolo di Unione Italiana Vini
Carlo Flamini, direttore dell’Osservatorio, puntualizza che questa difficile situazione di collocazione del prodotto sta spingendo le cantine ad attuare strategie di contenimento dei danni: da inizio anno, i fabbisogni mensili sono stati piuttosto sostenuti per i vini comuni (oltre +50% di variazione tendenziale registrata fino a marzo, poi il dato si dimezza a +27% ad aprile). Dop e Igp invece hanno avuto andamenti lenti fino a marzo (i primi) e in negativo (i secondi).
Questi temi sono stati trattati anche durante l’assemblea generale di UIV, tenutasi lo scorso 8 luglio. Dove sono stati accesi i riflettori sulle criticità che stanno interessando il comparto vitivinicolo italiano. Al centro del dibattito, il tema del riequilibrio tra produzione e domanda, in un contesto caratterizzato da consumi in calo, giacenze elevate e crescente pressione sui prezzi.
Lamberto Frescobaldi, Presidente di Unione Italiana Vini
Nel suo intervento, il Presidente di UIV, Lamberto Frescobaldi, ha lanciato un messaggio chiaro all’intera filiera: “Meglio una decisione sbagliata che nessuna decisione”. Secondo Frescobaldi, il settore non può più permettersi l’immobilismo e deve avere il coraggio di adottare misure, anche impopolari, per riportare equilibrio sul mercato.
“Nelle attuali condizioni – ha sottolineato – anche una vendemmia da 44 milioni di ettolitri non è più sostenibile. L’iperproduzione sta comprimendo il valore del vino e la redditività di tutta la filiera. Dobbiamo tutelare un comparto che rappresenta oltre l’1% del PIL italiano e costituisce una risorsa fondamentale per i territori, l’occupazione e l’export”.
Necessario gestire l’offerta e programmare la produzione
L’assemblea ha quindi ribadito la necessità di intervenire attraverso strumenti di gestione dell’offerta, una maggiore programmazione produttiva e un rafforzamento delle politiche di promozione nei mercati internazionali. L’obiettivo è preservare il valore del vino italiano, privilegiando qualità e sostenibilità economica rispetto ai soli volumi produttivi.
Il messaggio emerso dall’incontro è inequivocabile: il futuro del vino italiano passa dalla capacità della filiera di prendere decisioni tempestive e condivise, orientate alla creazione di valore e non all’aumento indiscriminato della produzione.
Federico Repetto – Componente della Consulta della mediazione merceologica di FIMAA Italia – mediatore in vino e prodotti vitivinicoli



