La 58ª edizione di Vinitaly, svoltasi a Verona dal 12 al 15 aprile 2026, si è conclusa con un bilancio complessivamente positivo, confermando il ruolo centrale della manifestazione nel panorama internazionale del vino. FIMAA Italia era presente a tutte le giornate della kermesse più grande del panorama vitivinicolo italiano.
I numeri dell’edizione 2026
L’evento ha registrato circa 90.000 presenze complessive, con la partecipazione di 4.000 aziende espositrici provenienti da tutto il mondo. Particolarmente significativo il dato sull’internazionalità: il 26% dei visitatori arrivava dall’estero, rappresentando ben 135 Paesi.
Nonostante questi numeri importanti, si registra però un calo del 7% delle presenze, rispetto al 2025, segnale di un contesto globale più complesso che ha influenzato gli spostamenti e la partecipazione degli operatori.
Internazionalizzazione al centro
Uno degli aspetti più rilevanti di Vinitaly 2026 è stato il forte orientamento all’internazionalizzazione. Oltre 1.000 top buyer provenienti da più di 70 Paesi hanno partecipato alla fiera, confermando l’evento come piattaforma strategica per il business del vino italiano.
Accanto ai mercati tradizionali – come Stati Uniti, Germania e Regno Unito – si è registrata una crescente attenzione verso nuove aree emergenti, tra cui Cina, Brasile, India e diversi Paesi africani e asiatici.
Un contesto economico complesso
L’edizione 2026 si è svolta in uno scenario internazionale delicato, segnato da tensioni geopolitiche e da una fase di rallentamento dei consumi. Questo ha inciso sull’affluenza e sul clima generale della manifestazione, percepito da alcuni operatori come più prudente rispetto agli anni precedenti.
Nonostante ciò, gli organizzatori hanno sottolineato come i risultati ottenuti siano tutt’altro che scontati e dimostrino la solidità della fiera.
Tendenza e novità
Tanti i temi affrontati e approfonditi durante Vinitaly 2026, tra i quali: la crescita del segmento no e low alcohol (NoLo); il rafforzamento del legame tra vino e turismo enogastronomico; l’integrazione con altri mondi, come quello degli spirits.
Il programma ha inoltre incluso circa 100 eventi tra degustazioni, convegni e masterclass, a testimonianza del ruolo culturale oltre che commerciale della manifestazione.
Edizione solida ma prudente
Vinitaly 2026 si chiude come un’edizione solida ma prudente, capace di mantenere numeri importanti nonostante le difficoltà del contesto globale.
La fiera ha ribadito il suo ruolo strategico per la promozione del vino italiano nel mondo, puntando su internazionalizzazione, innovazione e nuove tendenze di consumo.
L’appuntamento è già fissato per il 2027, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente i risultati e affrontare le sfide future del settore vitivinicolo.
Federico Repetto – Componente della Consulta della mediazione merceologica di FIMAA Italia – mediatore in vino e prodotti vitivinicoli



