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Suini: inversione di tendenza, prezzi in deciso recupero

Il mercato dei suini da macello mostra segnali chiari di inversione di tendenza rispetto alla fase ribassista che aveva caratterizzato gli ultimi mesi del 2025 e l’inizio del 2026. Le ultime rilevazioni della Commissione Unica Nazionale (CUN) confermano una ripresa delle quotazioni, sostenuta da una domanda più vivace e da una minore offerta.

In Germania i primi segnali di ripresa

La Germania è stata la prima Nazione europea che ha segnato fin da febbraio una moderata ripresa: infatti per quanto riguarda i suini destinati alla macellazione, c’è stata una diminuzione costante del peso medio, anche se l’offerta settimanale è rimasta elevata. Molti commercianti lo hanno interpretato come un chiaro segnale che l’arretrato si stava effettivamente riducendo, gli scambi sono diventati più fluidi, e la pressione sull’offerta si è attenuata. Entro la fine di febbraio i prezzi avevano raggiunto un massimo di 1,55 euro/kg carcassa.

Anche il mercato dei suinetti da 25 kg è salito registrando un rimbalzo positivo: a marzo il suinetto kg 25 è andato da 35 a 38,50 euro fino a raggiungere recentemente i 45 euro. Anche nei Paesi Bassi e in Danimarca si sono registrati mercati dinamici e prezzi in aumento: pertanto il mercato dei suinetti ha agito come indicatore e anticipatore di prospettive più stabili lungo l’intera filiera produttiva.

In Italia la regola introdotta dalla CUN

Per quanto riguarda l’Italia, nella riunione del 2 aprile scorso, la CUN ha fissato il prezzo indicativo dei suini del circuito tutelato (DOP) nella classe 156-200 kg a 1,616 di peso vivo,valore in crescita di 2 centesimi rispetto alla settimana precedente. E peraltro, da quando il trend si è invertito, il prezzo è cresciuto in media di 3,8-4 centesimi a settimana. Si tratta praticamente della variazione massima consentita, visto che – in base alle regole introdotte dalla CUN suini – le oscillazioni del prezzo, sia in positivo che in negativo, sono limitate a un massimo di 4 centesimi per chilogrammo a settimana.

Il limite dei 4 centesimi a settimana

Questo tetto serve a perseguire una serie di obiettivi. In primo luogo favorisce una maggiore stabilità del mercato e evita quelle fluttuazioni eccessive che potrebbero danneggiare la pianificazione sia degli allevatori, sia dei macellatori. In secondo luogo, riduce l’impatto di shock esterni: in caso di notizie negative (come focolai di peste suina) o positive, consente di spalmare cali o aumenti su più settimane, prevenendo comportamenti speculativi estremi

La CUN, inoltre, punta a tutelare la parte più debole: il limite protegge gli allevatori da crolli verticali improvvisi e non giustificati. Infine, è utile per la mediazione tra domanda e offerta: il limite di prezzo CUN è il risultato di un compromesso tra i diversi attori della filiera, e può essere sospeso o rivisto dalla Commissione. In sintesi, è uno strumento di regolamentazione del mercato, per garantire una maggiore prevedibilità dei prezzi e difendere la redditività degli allevatori italiani.

Maria Elettra Triani, Componente del Comitato Direttivo della Consulta della Mediazione merceologica di FIMAA Italia – Mediatore in carni suine e salumi 

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