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Olive: il maltempo spazza via ogni previsione in Spagna e Tunisia

Il maltempo vanifica ogni previsione sulla raccolta delle olive in Spagna e Tunisia. Gli industriali oleari nutrivano forti aspettative su questi due Paesi – dove la raccolta si protrae fino a gennaio e febbraio – visto che a inizio campagna la Tunisia viaggiava verso una produzione record, mentre la Spagna avrebbe dovuto garantire un raccolto di olive più che dignitoso, almeno 1,4 milioni di tonnellate di olio di oliva. Insieme alle produzioni più che discrete di Italia e Grecia, sarebbe così stato possibile coprire il fabbisogno globale per tutto l’anno. Nel giro di poche settimane, tuttavia, il quadro è cambiato radicalmente: mai come in questa campagna vale l’adagio di non fidarsi delle previsioni.

In Spagna, raccolta rallentata e colture danneggiate

La Penisola Iberica, dopo un lungo e grave periodo di siccità, ha dovuto affrontare uno degli inverni più piovosi degli ultimi decenni. Le intense ondate di maltempo e le raffiche di vento registrate nelle ultime settimane hanno provocato gravi danni a tutte le coltivazioni in generale.

La produzione delle olive è quella che ha riportato i danni maggiori, soprattutto nelle provincie di Jaén, Ciudad Real, Albacete, Badajoz, Cuenca, Alicante e in diverse zone della Comunità Valenciana. In molti casi il maltempo ha di fatto impedito la raccolta, il che si è tradotto in perdita della produzione e in un deterioramento della qualità. A ciò si aggiungono gli attacchi fungini, favoriti dal clima umido e i danni strutturali alle piante più giovani.

Quantomeno, però, le piogge intense hanno riempito gli invasi che da troppo tempo rimanevano sotto i livelli di guardia e fanno tirare un sospiro di sollievo ai produttori che possono così scongiurare un’altra crisi idrica per la prossima annata.

Tunisia, tra maltempo e Ramadan

Situazione analoga in Tunisia, dove un’ondata di maltempo quasi senza precedenti ha fatto cadere buona parte delle olive ancora sull’albero e dove le lunghe e ininterrotte giornate di pioggia hanno rallentato in maniera considerevole la raccolta. Secondo Midani Dhaoui, Presidente del Sindacato Tunisino degli agricoltori, le condizioni meteorologiche sfavorevoli hanno contribuito alla perdita di parte della produzione.

A rendere il quadro ancora più complesso, inoltre, ci sono i ritardi nei tempi di raccolta dovuti a scelte aziendali, politiche e anche alla carenza di manodopera. Quest’ultimo problema oltretutto andrà ad accentuarsi in queste settimane con l’inizio del Ramadan.

Salgono i prezzi, scarseggia l’olio di qualità

A campagna conclusa e, quindi presumibilmente a fine marzo, si potrà fare una valutazione della perdita di produzione rispetto alle previsioni iniziali; per il momento, gli industriali oleari stanno facendo i conti con scarse offerte di olio di qualità e con prezzi ben più alti rispetto alle attese.

Viviana Bardella – Coordinatore Consulta Mediazione merceologica FIMAA Italia

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