L’accordo con il Mercosur, pur creando una delle più vaste aree di libero scambio al mondo, accentua ancor di più il contesto di instabilità che stiamo affrontando in questo periodo, a causa di ondivaghe spinte di protezionismo e di difficili equilibri di ordine politico. L’intesa che l’Ue ha siglato con Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay prevede che nell’arco di dieci anni vengano progressivamente eliminati i dazi su oltre il 90% degli scambi commerciali.
I Paesi europei esporteranno auto, macchinari e farmaci. Dal Mercosur invece arriveranno essenzialmente prodotti agricoli come carne, soia e zucchero anche se dovranno rispettare le clausole di sostenibilità ambientale e non dovranno rappresentare una minaccia per 357 indicazioni geografiche europee, di cui 57 italiane.
Le sfide per il mediatore merceologico
Lo scenario in cui opera il mediatore merceologico insomma affronterà continui cambiamenti, e viene spontaneo chiedersi con quali sfide dovrà confrontarsi chi svolge questa professione. La ricerca affannosa di nuovi spazi e interlocutori commerciali è sempre stata una costante, ma in questo periodo diventa fondamentale dal momento che sono venute meno o si sono modificate consolidate catene di approvvigionamento e scambi commerciali.
Le possibili difficoltà nei traffici mercantili
Tutto ciò potrebbe creare notevoli difficoltà nei traffici mercantili dovute a disomogenee regole nei comparti produttivi; sono spesso difformi i regolamenti in campo sanitario, nella gestione ambientale, sull’uso dei pesticidi, sul benessere animale, organizzazione e costo del lavoro nonché problematiche legate al lavoro minorile, solo per citare le più eclatanti.
Le regole emanate dall’Europa
L’Europa ha emanato regole e attua controlli evoluti a tutela della salute umana anche attraverso organismi strutturati di controllo come l’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che ha la sede centrale a Parma) ma sarà complicato a livello pratico estendere queste procedure su tutte le merci oggetto di scambio.
Dovremo con probabilità confrontarci con prodotti diversamente regolamentati, con caratteristiche peculiari e sostanziali differenze di prezzo pure nello stesso comparto merceologico.
Possibile livellamento verso il basso dei prezzi
Tutto questo potrebbe portare a un livellamento dei prezzi verso il basso con la conseguenza di appiattire anche gli standard qualitativi. È un cambiamento che si evidenzierà gradualmente e pertanto auspico che in questo contesto la figura del mediatore professionale ne esca rafforzata specie in ambito locale ove è peculiare la sua conoscenza delle filiere produttive, delle regole consortili, delle specificità dei prodotti.
Il mediatore, d’altra parte, dovrà sempre valutare con obiettività e competenza le nuove offerte merceologiche in quanto innovazione e concorrenza sono insite nel commercio e rappresentano da sempre stimoli con i quali confrontarsi nella scoperta di alternative o nuove opportunità di lavoro.
Pier Giuseppe Romanini – Membro della Consulta dei Mediatori Merceologici di FIMAA Italia – Mediatore merceologico nel settore dei latticini



