Oltre duecento operatori genovesi si stanno organizzando per contrastare quella che definiscono una rivoluzione destinata a cambiare profondamente il commercio ortofrutticolo cittadino. Al centro della protesta c’è l’ipotesi di spostare in orario diurno l’attività del Mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Bolzaneto, oggi operativo nelle ore notturne e nella prima mattinata. Secondo gli operatori, il trasferimento delle contrattazioni nella fascia compresa indicativamente tra le 11 e le 17, metterebbe seriamente a rischio la sopravvivenza dei negozi di vicinato e delle piccole attività commerciali.
Attualmente il mercato è aperto agli acquirenti dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi, dalle 4 alle 11 del mattino. Un’organizzazione che consente ai dettaglianti di acquistare la merce nelle prime ore della giornata e rifornire tempestivamente punti vendita e banchi ambulanti. Con un’apertura pomeridiana, sostengono i commercianti, questo equilibrio verrebbe meno, con ripercussioni sull’intera filiera.
Il superamento dell’orario notturno da tempo al centro del confronto
La questione, tuttavia, non riguarda soltanto Genova. A livello nazionale il superamento dell’orario notturno nei mercati ortofrutticoli all’ingrosso è da tempo al centro del confronto tra gli operatori del settore. Fedagromercati ha più volte sostenuto la necessità di avviare una graduale transizione verso l’orario diurno, presentandola come una scelta di modernizzazione e di maggiore sostenibilità per le aziende dell’ingrosso.
Tra i casi più significativi c’è quello del Centro Agro Alimentare di Torino (CAAT), dove la sperimentazione del passaggio all’orario diurno era inizialmente prevista per il 18 maggio scorso. L’avvio è stato però rinviato a settembre dopo le richieste di approfondimento avanzate dai rappresentanti di diverse categorie di operatori. Il superamento dell’attuale modello notturno resta comunque uno degli obiettivi inseriti nell’agenda dell’ente gestore.
Un precedente che viene osservato con grande attenzione e altrettanta preoccupazione dagli operatori genovesi. Secondo i commercianti, un cambiamento degli orari produrrebbe effetti pesanti non solo sulle attività economiche, ma anche sui consumatori. Tra le principali criticità evidenziate figurano una minore freschezza dei prodotti, maggiori difficoltà logistiche e problemi nell’approvvigionamento quotidiano dei negozi e dei banchi ambulanti tra Genova, il Levante e il Ponente della città.
Il Presidente di Fedagromercati, Valentino Di Pisa
Su questo tema abbiamo sentito il parere di Valentino Di Pisa, Presidente di Fedagromercati. Consapevole del fatto che la nuova organizzazione possa creare problemi agli operatori tradizionali dei mercati, Di Pisa sostiene che è comunque necessario guardare all’aspetto economico (e quindi al risparmio generato dall’eliminazione di turni notturni) e al futuro. E il futuro è rappresentato da giovani che sono meno propensi a lavorare di notte. In quanto alla freschezza dei prodotti, sarebbe comunque garantita dal trasporto su camion frigorifero, in realtà già previsti dal legislatore ma ancora troppo poco utilizzati.
È necessario un cambio di mentalità, che deve necessariamente passare anche dalla riorganizzazione del lavoro se si vuole che le nuove generazioni accettino di sostituire le precedenti; oggi infatti cresce il numero di addetti stranieri, tra i pochi ad accettare orari di lavoro veramente pesanti, mentre si registra un esodo preoccupante da parte degli operatori tradizionali.
Viviana Bardella – Coordinatore Consulta Mediazione merceologica FIMAA Italia – mediatore in olii di oliva



