L’avvio del 2026 si caratterizza per un quadro di forte instabilità nel mercato lattiero-caseario. Al momento le esportazioni verso i mercati mondiali stanno aiutando a smaltire l’eccesso di produzione, le quotazioni tuttavia – anche se in ripresa – lasciano presagire che questo scenario fortemente volatile potrebbe ragionevolmente protrarsi fino a giugno 2026. Tanto che si iniziano a valutare soluzioni alternative come la macellazione delle vacche meno produttive.
Il dato di fatto è che le produzioni si mantengono su livelli superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il trend è in continuità con la fine del 2025, e riguarda non solo l’Italia, ma anche i maggiori Paesi europei. L’incremento tendenziale in Germania, ad esempio, raggiunge il 5,8% e in Francia risulta pari al 5,6%.
Prezzi in forte contrazione
In questo periodo dell’anno, il settore si trova nella fase di massima produzione stagionale, che indicativamente va da gennaio a maggio. Questo picco si somma all’aumento generalizzato che si è registrato negli ultimi due anni, sostenuto da diversi fattori a iniziare dai prezzi elevati che i caseifici hanno riconosciuto agli allevatori. Tutto questo sta determinando una situazione di sovrapproduzione. Ne sono derivate situazioni contrattuali molto differenziate tra le diverse aree del Nord Italia.
L’abbondanza di materia prima sta generando difficoltà di collocamento sia per il latte conferito alla stalla, sia per il latte sfuso in cisterna venduto sul mercato settimanale spot. Per il latte alla stalla si registra una riduzione dei prezzi di circa il 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più marcata la flessione del latte spot: secondo le rilevazioni delle Camere di commercio di Milano e Verona, le quotazioni risultano inferiori di circa il 55% su base annua. Il trend al ribasso oltretutto dura ormai da diversi mesi.
L’assorbimento da parte dei formaggi DOP
Nel mese di gennaio 2026 una parte dell’eccedenza nazionale è stata assorbita dal comparto del Grana Padano, che ha trasformato circa 160.000 quintali di latte in più rispetto allo scorso anno, con un incremento produttivo in forme del 5,7%. Dopo i ribassi dei mesi precedenti, le quotazioni del Formaggio Grana Padano sembrano essersi stabilizzate anche grazie al buon andamento dell’export.
Parte del surplus viene destinato alla produzione di formaggio duro italiano con stagionatura di 8-9 mesi. I volumi risultano sensibilmente superiori rispetto allo scorso anno, sebbene non ancora quantificabili con precisione. Le relative quotazioni andranno valutate al momento dell’immissione sul mercato.
Anche il Parmigiano Reggiano a gennaio ha registrato volumi produttivi in aumento di circa il 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con quotazioni che risultano in aumento, confermando il trend positivo del 2025.
Scenario europeo e pressioni competitive
A livello Ue, dopo i forti ribassi registrati nei mesi scorsi, si osserva una ripresa della produzione di latte in polvere, burro e formaggi, accompagnata da un recupero delle quotazioni. I prezzi contenuti degli ultimi mesi sembrano aver favorito una ripartenza dell’export verso i mercati mondiali, a dimostrazione del fatto che la domanda internazionale è buona, anche se resta strettamente legata alla competitività dei prezzi. Nonostante ciò, il contesto europeo resta complesso.
In particolare, gli esuberi di latte sfuso provenienti dalla Germania vengono in parte destinati al mercato italiano, con quotazioni inferiori del 53% rispetto allo stesso periodo del 2025 e ulteriormente in calo rispetto a fine 2025, aumentando così la pressione competitiva interna.
Possibili evoluzioni
Alla luce di questo scenario, potrebbe verificarsi un incremento delle macellazioni dei capi meno produttivi, con conseguente riduzione dell’offerta di latte nei prossimi mesi. Parallelamente, un cambio stagionale e l’aumento delle temperature potrebbero sostenere la domanda di prodotti freschi, yogurt e mozzarella, con una maggior richiesta anche dal Sud Italia.
La diminuzione dei prezzi della materia prima dovrebbe inoltre riflettersi su una riduzione dei prezzi dei prodotti lattiero caseari al consumo, favorendo un possibile incremento degli acquisti domestici nella GDO.
Giovanni Zuanon, membro del Comitato Direttivo della Consulta della Mediazione Merceologica FIMAA Italia – Mediatore in latte e prodotti caseari



