L’ultimo rapporto USDA di giugno non ha riservato particolari sorprese agli operatori dei mercati agricoli, confermando un quadro generale caratterizzato da una buona disponibilità di prodotto a livello mondiale sia per il mais che per la soia. L’USDA-Foreign Agricoltural Service è il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e cura il principale rapporto globale sui cereali, il WASDE (World Agricultural Supply and Demand Estimates).
Brasile e Argentina sempre più centrali negli equilibri internazionali
Negli ultimi mesi il mercato ha progressivamente assimilato le consistenti produzioni provenienti dal Sud America, con Brasile e Argentina che continuano a svolgere un ruolo sempre più centrale negli equilibri internazionali. Le abbondanti disponibilità di mais e soia contribuiscono a mantenere un contesto relativamente tranquillo sul fronte dell’offerta, limitando per il momento eventuali tensioni rialziste sui prezzi. Anche sul versante della domanda non emergono elementi particolarmente dirompenti. La Cina, che continua a rappresentare il principale attore mondiale per l’importazione di semi di soia, mantiene una presenza importante sul mercato, ma senza fornire segnali tali da modificare significativamente gli attuali equilibri.
Clima condiziona le aspettative per la seconda parte dell’anno
Qualche elemento di maggiore interesse emerge invece dal comparto del frumento. Le condizioni climatiche non sempre favorevoli registrate in alcune aree degli Stati Uniti hanno portato l’USDA a ridurre le stime produttive del grano invernale americano. Si tratta di una revisione che il mercato ha accolto con attenzione, pur in presenza di disponibilità complessivamente soddisfacenti provenienti da altre importanti aree esportatrici, in particolare dalla regione del Mar Nero. Il messaggio che emerge dal rapporto di giugno è quindi piuttosto chiaro: il mercato dispone oggi di quantità adeguate di cereali e semi oleosi, ma gran parte delle aspettative per la seconda parte dell’anno dipenderà dall’evoluzione climatica nelle principali aree produttive dell’emisfero nord.
Tra mediatori e operatori prevale la prudenza
Come spesso accade in questa fase della stagione, l’attenzione degli operatori si sposta infatti dalle stime teoriche alle condizioni reali delle colture. Nei prossimi mesi saranno soprattutto le temperature e le precipitazioni negli Stati Uniti a determinare se le attuali previsioni produttive potranno essere confermate oppure se il mercato sarà chiamato a rivedere le proprie aspettative. Per mediatori e operatori della filiera si apre dunque una fase in cui prudenza e tempestività nell’interpretazione dei segnali di mercato continueranno a rappresentare fattori determinanti. In un contesto apparentemente equilibrato, sono spesso gli eventi climatici a fare la differenza e a generare le opportunità più interessanti per chi segue quotidianamente l’evoluzione dei mercati agricoli.
Simone Ruffato – Componente del Comitato Direttivo della Consulta della Mediazione merceologica di FIMAA Italia – Mediatore in cereali e semi leguminosi



