FIMAA è la Federazione italiana che riunisce le tre anime della mediazione: immobiliare, merceologica, creditizia. Il comparto più consistente è quello immobiliare, ma quello più antico e con una più lunga tradizione è quello merceologico. Anche perché quella del mediatore è una figura antichissima, discende addirittura dai sensali delle civiltà babilonesi e greche, ma che oggi sta acquisendo un’importanza sempre maggiore, grazie anche al fatto che tecnologie avanzate – come l’intelligenza artificiale o la blockchain – vengono utilizzate ogni giorno di più.
La professione di mediatore merceologico: un ruolo strategico nel mercato moderno
Il mediatore merceologico, per la sua posizione, appunto, intermedia, garantisce alle parti una visione equilibrata e neutrale del mercato e può facilitare il cliente, sia fornitore che acquirente, nelle proprie scelte. In un contesto economico sempre più complesso e interconnesso, questa figura professionale rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per chi opera nel settore commerciale, sia a livello nazionale che internazionale.
L’articolo 1754 del Codice Civile definisce la figura del mediatore merceologico e ne disciplina l’attività. La legge 253 del 1958 ha poi fissato requisiti ben precisi per l’accesso alla professione, in particolare per ottenere l’abilitazione è necessario frequentare un corso propedeutico e superare un esame in Camera di Commercio. Questa rigorosa regolamentazione garantisce che solo professionisti adeguatamente preparati possano esercitare l’attività, a tutela di tutti gli operatori del mercato.
Da ciò si capisce che nulla è lasciato al caso e all’improvvisazione; il mediatore merceologico per diventare tale deve aver affrontato un percorso di studi e approfondito le materie e i temi necessari per svolgere al meglio il proprio compito. L’adesione a FIMAA inoltre garantisce, oltre che un supporto di consulenza legale, fiscale e sindacale, una formazione continua anche grazie al frequente confronto con colleghi che operano nei più svariati settori. Questo network professionale permette di rimanere costantemente aggiornati sulle evoluzioni del mercato, sulle normative e sulle best practice internazionali.
I vantaggi concreti che offre un mediatore professionista
Qualche volta si ha la percezione che il mediatore costituisca un costo non giustificato per l’azienda che deve vendere o deve comprare, in realtà, al contrario, in molte trattative rappresenta una risorsa fondamentale che può fare la differenza tra una negoziazione fallimentare e un accordo vantaggioso per entrambe le parti. Le due parti, chiaramente, hanno interessi contrapposti, e non sempre la contrattazione diretta consente di raggiungere un risultato soddisfacente per entrambe.
Un mediatore merceologico invece conosce il mercato in profondità, analizza con obiettività domanda e offerta, prova a ridurre le possibili frizioni tra le controparti e facilita il raggiungimento di un equilibrio commerciale sostenibile. La sua esperienza gli permette di individuare rapidamente i punti di incontro possibili e di suggerire soluzioni creative che potrebbero sfuggire a chi è direttamente coinvolto nella trattativa.
Inoltre, non si limita a fornire il proprio supporto nel corso della trattativa, ma può intervenire anche nelle fasi successive per risolvere delle controversie sull’adempimento del contratto. Questa continuità nell’assistenza rappresenta un valore aggiunto importante, perché garantisce che gli accordi raggiunti vengano effettivamente rispettati e che eventuali incomprensioni possano essere chiarite tempestivamente, evitando contenziosi costosi e dannosi per il rapporto commerciale.
Il mediatore merceologico deve sapere di tutto un po’: di mercato, di trasporti e logistica, di contratti e clausole commerciali, di banche e quindi forme di pagamento e garanzie bancarie, di regolamenti attinenti alla qualità dei prodotti e alla loro movimentazione, di normative doganali e certificazioni internazionali. Questa competenza trasversale lo rende una figura poliedrica, capace di gestire la complessità delle operazioni commerciali moderne.
La concorrenza sleale e come riconoscere i veri mediatori abilitati
Purtroppo, anche nel nostro settore la concorrenza si fa sentire e non sempre si tratta di una concorrenza leale: sono moltissime le figure che operano come mediatori pur non essendo tali e non avendo quindi le competenze, la preparazione né tantomeno l’abilitazione necessarie. Questo fenomeno dell’abusivismo danneggia non solo i professionisti seri, ma soprattutto le aziende che, affidandosi a persone non qualificate, rischiano di trovarsi coinvolte in operazioni commerciali mal gestite, con conseguenze economiche e legali potenzialmente gravi.
L’abusivismo andrebbe portato alla luce e combattuto con maggiore determinazione, per dare lustro e onore a chi si è impegnato per affrontare un percorso formativo idoneo e continua ogni giorno a crescere professionalmente, consapevole che non si finisce mai di imparare. La formazione continua, l’aggiornamento costante e il rispetto delle regole deontologiche sono elementi che distinguono il vero professionista dall’improvvisatore.
Forse non tutti sanno che il “mediatore merceologico vero” per legge è assicurato contro eventuali danni cagionati nello svolgimento della propria attività. Questa copertura assicurativa rappresenta una garanzia fondamentale per i clienti, che possono operare con la tranquillità di essere tutelati in caso di errori o negligenze. Inoltre, solo i professionisti abilitati hanno diritto al pagamento della commissione in base alla legge vigente, un aspetto che tutela sia il mediatore che il cliente da possibili contestazioni.
Riconoscere un mediatore merceologico abilitato è facile: devono essere in possesso di un tesserino di riconoscimento rilasciato dalla Camera di Commercio, che attesta l’effettivo superamento dell’esame di abilitazione e l’iscrizione al ruolo. Questo documento è la prova tangibile della professionalità e della competenza del mediatore, ed è sempre consigliabile verificarne l’autenticità prima di affidare a qualcuno la gestione di una trattativa commerciale.
Il futuro della mediazione merceologica: digitalizzazione e sostenibilità
Guardando al futuro, la professione del mediatore merceologico è destinata a evolversi ulteriormente, accompagnando le trasformazioni del commercio globale. La digitalizzazione continuerà a giocare un ruolo sempre più importante, con l’integrazione di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale per l’analisi predittiva dei mercati, la blockchain per garantire la tracciabilità delle transazioni, e i sistemi di big data per monitorare in tempo reale le tendenze globali.
Allo stesso tempo, cresce l’attenzione verso la sostenibilità ambientale e sociale delle catene di approvvigionamento. I mediatori merceologici saranno sempre più chiamati a verificare che i prodotti scambiati rispettino standard ambientali, che i processi produttivi siano eticamente sostenibili e che le certificazioni di qualità e origine siano autentiche e verificabili. Questo aspetto sta diventando cruciale non solo per ragioni etiche, ma anche perché sempre più consumatori e aziende richiedono garanzie sulla provenienza e sulla sostenibilità dei prodotti.
La figura del mediatore merceologico, quindi, continuerà a essere centrale nel mondo del commercio, ma dovrà continuare ad adattarsi, a studiare, a formarsi, per rimanere al passo con un mercato in continua trasformazione. FIMAA, con il suo impegno nella formazione e nella tutela della professione, rappresenta il punto di riferimento per tutti coloro che vogliono esercitare questa antica ma sempre moderna professione con competenza, serietà e passione.
Viviana Bardella – Coordinatore Consulta Mediatori Merceologici FIMAA Italia



