Durante il Food & Science Festival che si è tenuto a Mantova, è stato affrontato il tema dell’utilizzo dei droni in agricoltura valutandone le potenzialità, l’impatto sull’ambiente ma anche i limiti burocratici. Grazie all’utilizzo di sensori e telecamere ad alta definizione, il drone riesce ad effettuare un monitoraggio costante e non invasivo delle coltivazioni, individuando rapidamente qualsiasi tipo di problema relativo allo sviluppo della pianta (ad esempio legati allo stress idrico o a carenze nutrizionali), mentre le ottiche multispettrali sono in grado di rilevare in tempo reale lo stato di salute delle piante e del terreno. Il flusso continuo di dati incamerati dai droni alimentano lo sviluppo della Smart Cloud Farming, una gestione digitalizzata che permette di mappare i terreni in base alla necessità di irrigazione e macronutrienti necessari, evitando sovradosaggio di prodotti chimici e spreco d’acqua.
L’impatto ambientale
Va considerato poi l’impatto ambientale: i droni sostituiscono trattori e altri mezzi agricoli, permettendo così di limitare al massimo le emissioni di carburante e preservando la struttura del suolo e la biodiversità sotterranea.
Mauro Coatti, Head of Technical Support di Syngenta Italia ha spiegato che “Le sfide sistemiche dell’agricoltura oggi impongono di fare margine gestendo costi rigidi e clima avverso e il drone è la tecnologia che aiuta a generare questo margine, ma va integrato nei processi”. Importantissima è infatti la fase di pianificazione precedente al volo, in modo tale da distribuire in modo puntuale l’acqua per ettaro e calibrare le sostanze chimiche – fungicidi ed erbicidi – arrivando addirittura a calibrare la grandezza della goccia.
Le legislazioni italiana ed europea però non tengono il passo
Se la tecnologia corre, la legislazione italiana ed europea purtroppo non tiene il passo e rappresenta un vero e proprio collo di bottiglia per lo sviluppo del settore. Fino ad oggi i droni sono stati equiparati a livello europeo agli aerei, subendo quindi tutte le severe restrizioni che si applicano in questo campo. In Italia è consentito l’uso dei droni per il monitoraggio, la mappatura e la distribuzione di insetti utili, ma è ancora vietata la distribuzione per via aerea di fitofarmaci, salvo deroghe circostanziate legate a particolari emergenze fitosanitarie.
Qualcosa però si sta muovendo: nel 2024 sono state emanate le “linee guida per la sperimentazione dei droni”, un protocollo che ha permesso ad alcune Regioni di condurre dei test per dimostrare la maggiore sicurezza per l’ambiente che deriverebbe dai trattamenti distribuiti dal cielo rispetto alla distribuzione tradizionale con atomizzatore.
Viviana Bardella – Coordinatore Consulta Mediazione merceologica FIMAA Italia – mediatore in olii di oliva



