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Le nuove strategie europee per il settore zootecnico

La Commissione europea ha adottato ufficialmente la prima Strategia Europea per il settore zootecnico. Il documento delinea le linee d’azione che guideranno le politiche comunitarie nei prossimi anni con l’obiettivo di aiutare gli allevatori ad affrontare le sfide economiche, ambientali e di mercato. Il testo è il risultato di oltre un anno di confronto con gli stati membri, organizzazioni agricole, industria, società civile e Comitato europeo per l’Agricoltura e l’alimentazione, affiancato da un ampio processo di consultazione pubblica. L’obiettivo è blindare un comparto che in Europa vale 400 miliardi di fatturato e dà lavoro a 7 milioni di persone.

I 5 pilastri della nuova strategia

La nuova strategia prevede cinque linee d’azione che affrontano diverse criticità tra le quali la gestione dei momenti di crisi, il nodo del benessere animale, la sostenibilità, i controlli sul territorio e un nuovo sistema di certificazione. Vediamole nel dettaglio.

Scudo contro le crisi: potenziare gli strumentidi gestione del rischio, ipotizzando un nuovo sistema di assicurazione e riassicurazione per tutelare gli allevatori dai danni causati da epidemiee shock climatici.

Competitività e reciprocità: la transizione verso allevamenti senza gabbie sarà sostenuta da fondi dedicati. Inoltre l’UEsi impegna a pretendere il rispetto degli standard europei (soprattutto sul benessere animale) anche per i prodotti importati dall’estero.

Sostenibilità su misura: verranno creati metodi armonizzati per calcolare le emissioni reali a livello di singola azienda. Le riforme sul benessere animale (per galline, polli e suini) saranno graduali, basate su dati scientifici e accompagnate da adeguati sostegni finanziari.

Presidio del territorio: per contrastare l’abbandono delle aree vulnerabili, nasce l’idea di una tabella di marcia per i macelli mobili o a bassa capacità, riducendo così lo stress dei trasporti per gli animali e valorizzando le filiere cortissime.

Un Marchio di Eccellenza europeo: verrà creato un sistema di certificazione per rendere visibili e remunerativi sul mercato gli alti standard di qualità, sostenibilità e origine della carne e dei derivati dell’UE.

La sfida della sovranità proteica: Target del 35% entro il 2035

Insieme alla strategia per l’allevamento è stato presentato il Piano d’azione per le proteine. L’Europa soffre storicamente di una forte dipendenza dall’estero per i mangimi e le colture proteiche (come la soia). I dati parlano chiaro: oggi solo il 25% delle proteine vegetali consumate nell’UE viene prodotto internamente. L’obiettivo del nuovo piano è portare questa quota al 35% entro il 2035, incentivando la coltivazione di leguminose e oleaginose nei campi europei, riducendo la dipendenza dalle importazioni e migliorando la circolarità delle risorse. Dopo anni di tensioni e proteste dei trattori, l’Unione europea sembra aver compreso che la transizione ecologica non può essere fatta contro gli allevatori, ma deve essere realizzata con gli allevatori.

Maria Elettra Triani, Componente del Comitato Direttivo della Consulta della Mediazione merceologica di FIMAA Italia – Mediatore in carni suine e salumi 

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