BLOG

Le conseguenze del Niño nel settore agricolo

E’ di questi giorni la notizia che El Niño sta assumendo proporzioni gigantesche e, secondo il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres,”sta facendo precipitare il pianeta in una ‘zona di pericolo’ del clima estremo”. “El Niño ha il potenziale di infliggere un colpo devastante alle comunità e alle economie di tutto il mondo”, ha affermato Celeste Saulo, Segretaria Generale dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) delle Nazioni Unite, citata dal Guardian. “Stiamo già assistendo – ha aggiunto – a sconvolgimenti e devastazioni causati da siccità e inondazioni e prevediamo che questi impatti aumentino con l’intensificarsi di El Niño. Mai prima d’ora, nei 50 anni di storia dell’OMM, abbiamo avviato una mobilitazione di tale portata con i servizi meteorologici e idrologici nazionali, che sono in prima linea nel fornire previsioni e servizi per salvare vite umane e mezzi di sussistenza. Non c’è tempo da perdere”.

Eventi atmosferici sottopongono a forti stress colture e allevamenti

Stiamo già assistendo ad un progressivo riscaldamento dei mari, abitati oggi da esseri viventi che avevano il proprio habitat ad altre longitudini e in alcuni casi cannibalizzano pesci autoctoni, creando grave pregiudizio alla pesca. Inoltre, come ci spiegano i meteorologi, le temperature superficiali record del Mar Mediterraneo (che hanno superato i 30°C in molte zone, come i picchi registrati in Liguria e nel Tirreno) agiscono come una gigantesca riserva di energia termica e umidità, aumentando notevolmente il rischio di tempeste violente, nubifragi e temporali estremi. Il caldo intenso e prolungato mette in difficoltà le produzioni agricole e agroalimentari: le temperature elevate, che continuano ad interessare il nostro Paese, così come i frequenti nubifragi, grandinate e forti raffiche di vento, sottopongono a forti stress colture e allevamenti.

In Puglia danni incalcolabili all’agricoltura

Secondo Coldiretti Puglia, i danni all’agricoltura sono incalcolabili: in diverse zone della Regione il sole e il caldo hanno provocato scottature e spaccature, oltre ad alterazioni della qualità  e una maturazione accelerata di diversi prodotti ortofrutticoli. Le angurie sono state tra i prodotti più colpiti, così come i pomodori, tanto che alcune aziende hanno registrato perdite di prodotto anche superiori al 50%. Pesante anche il bilancio degli incendi, che hanno interessato vaste zone dell’Italia durante tutta l’estate: secondo i dati EFISS (The Eurepean Forest Fire Information System) nel 2026 sono già bruciati 95mila ettari: la superficie bruciata è quasi doppia rispetto alla media e pari all’intero 2025. Un fenomeno che ha colpito anche superfici agricole e pascolive, aggravando il bilancio di una stagione segnata da condizioni climatiche estreme.

Viviana Bardella – Coordinatore della Consulta della Mediazione merceologica di FIMAA Italia – mediatore in olii di oliva

Potrebbe interessarti anche