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La professione del mediatore merceologico: facciamo chiarezza

La figura del mediatore merceologico è caratterizzata da diverse componenti che ne qualificano la preparazione, le competenze e la professionalità. Ma facciamo chiarezza su questa figura determinante nella mediazione e nella contrattazione delle materie prime. La professione del mediatore merceologico è regolata dagli artt. 1754-1765 del Codice Civile; per esercitare la propria attività, il mediatore merceologico deve possedere determinati requisiti e adempiere a precisi obblighi, pena la comminazione di sanzioni amministrative e la restituzione della provvigione.

I requisiti richiesti per accedere alla professione

Tra i requisiti richiesti per l’esercizio della professione, meritano particolare attenzione:  avere frequentato un corso di formazione specifico ed aver superato un esame diretto ad accertare l’attitudine e la capacità professionale dell’aspirante mediatore, in relazione al ramo di mediazione prescelto. Dopo aver frequentato il corso, l’aspirante mediatore può chiedere di essere ammesso all’esame presentando specifica domanda. Mentre il corso di preparazione può essere frequentato presso qualsiasi istituto di formazione autorizzato su tutto il territorio nazionale, l’esame deve essere sostenuto presso la Camera di Commercio competente in relazione alla residenza del candidato.

Il Presidente della Camera di Commercio nomina la Commissione d’esame

Le procedure d’esame sono svolte da una Commissione nominata dal Presidente della Camera di Commercio ai sensi dell’art. 1 del D.M. 589/93 e composta dal Segretario Generale dell’Ente o da un suo delegato, che la presiede, e da due docenti di scuola secondaria superiore, anche collocati a riposo, nelle materie sulle quali vertono le prove di esame. Per ogni membro della commissione può essere nominato un supplente. Le funzioni di segretario sono attribuite ad un funzionario della Camera di Commercio nominato dal Segretario Generale. Solo alcuni Regolamenti camerali prevedono anche la nomina di un esperto per ogni specifico ramo della mediazione.

Molte Camere di Commercio non riuniscono le commissioni

Sulla carta sembra tutto semplice e lineare, ma la procedura fin qui descritta presenta alcune criticità. Nonostante il superamento dell’esame sia previsto espressamente dalla legge come requisito fondamentale, molte Camere di Commercio non si attivano per riunire commissioni esaminatrici, con il risultato che l’aspirante mediatore merceologico non può ottenere l’abilitazione dopo aver frequentato il corso propedeutico obbligatorio.

Per la formazione delle commissioni non è prevista la presenza tra gli esperti di un mediatore merceologico; la sua nomina faciliterebbe di gran lunga la composizione delle commissioni stesse. Sono molte le città in cui non è attivo un corso sulla mediazione merceologica: il pretesto è che la domanda è talmente bassa che non giustificherebbe un investimento in tal senso da parte degli enti di formazione preposti. Ma senza proposta formativa è inevitabile che la ricerca di candidati appare scarsa. In sostanza, come si dice, è un cane che si morde la coda. Sarebbe, quindi, opportuno promuovere maggiormente sul territorio italiano la professione del mediatore merceologico, anche attraverso una comunicazione chiara ed efficace.

Le proposte della Consulta di FIMAA Italia

Per superare il vincolo dei costi non ammortizzati a causa della scarsa adesione di aspiranti corsisti, la consulta dei mediatori merceologici di FIMAA Italia suggerisce agli enti di formazione di concepire corsi che prevedano una parte comune per immobiliari e merceologici, mentre, per la parte relativa alla merceologia, propone il proprio contributo attraverso la docenza online. Ci sono territori che propongono gratuitamente il corso da mediatore merceologico a chi si iscrive a quello per agente immobiliare: anche questa potrebbe essere una soluzione da prendere in considerazione.

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