Le caratteristiche del mercato italiano dell’olio d’oliva — dai contratti al contesto normativo, dai punti di forza alle vulnerabilità — la concorrenza con i competitor europei e con i Paesi extra UE, la possibilità di valorizzare le produzioni di nicchia e di eccellenza attraverso la creazione di consorzi e associazioni di produttori. Sono i temi che la Consulta della Mediazione Merceologica di FIMAA Italia ha portato a Olio Capitale, la principale fiera specializzata interamente dedicata alle migliori produzioni di olio extravergine d’oliva, che si è tenuta a Trieste dal 13 al 15 marzo scorsi.
Diciott’anni di successi: la fiera raggiunge la maggiore età
Olio Capitale ha superato con successo il traguardo della maggiore età, giungendo alla sua diciottesima edizione con numeri in crescita che ne confermano il ruolo di appuntamento di riferimento a livello internazionale per il settore dell’extravergine di qualità. I visitatori sono saliti da 14.200 dell’edizione precedente a quasi 15.000, gli espositori erano 230, mentre i buyer sono arrivati da 13 Paesi differenti. Presenti inoltre circa 100 città dell’olio italiane, rappresentate da enti, aziende, sindaci e amministratori. Tutti segnali concreti di una manifestazione capace di intercettare un pubblico sempre più ampio e qualificato.
La manifestazione non è soltanto una vetrina commerciale: Olio Capitale punta a valorizzare le peculiarità degli extravergini italiani attraverso un calendario fitto di iniziative divulgative e formative. Degustazioni guidate, laboratori pratici, presentazioni editoriali dedicate alla cucina e alla cultura dell’olio, talk show e seminari sui territori di produzione hanno animato i tre giorni triestini.
Attenzione alle nuove generazioni
Tra gli elementi di maggiore rilievo dell’edizione 2026 spicca l’attenzione riservata alle nuove generazioni: molti giovani imprenditori erano presenti tra gli stand, portavoce di una tradizione olivicola che si rinnova senza perdere le proprie radici. Un segnale incoraggiante per un settore che ha bisogno di continuità e di sguardi proiettati verso il futuro.
Nel corso dell’evento è stato inoltre annunciato il Concorso internazionale Olio Capitale 2027, che introduce per la prima volta la sezione speciale O-liver®: un bollino rilasciato dalla Fondazione Italiana Fegato per certificare le proprietà benefiche dell’extravergine sulla salute del fegato, sulla base di specifici requisiti.
Il workshop FIMAA: il mediatore merceologico dal produttore al consumatore
Nell’ambito del ricco programma formativo della manifestazione, la Consulta della Mediazione Merceologica di FIMAA Italia ha organizzatoil workshop “Il ruolo del mediatore merceologico dal produttore al consumatore: costo od opportunità? Focus sul mercato dell’olio di oliva extra vergine”, svoltosi venerdì 13 marzo presso la Sala Resell. L’incontro, moderato dal Consigliere nazionale FIMAA Italia Stefano Pezzoni, ha visto la partecipazione di Andrea Oliva, Presidente di FIMAA Trieste e Consigliere nazionale di FIMAA Italia, di Viviana Bardella, Coordinatrice della Consulta Nazionale della mediazione merceologica, e di Pasquale Di Santo, componente della stessa Consulta.
Il confronto ha toccato temi di grande attualità per il comparto: le dinamiche del mercato dell’olio extravergine, spaziando dalla produzione in campo fino alla commercializzazione; il quadro contrattuale e normativo di riferimento; la competizione con i grandi produttori europei — Spagna in testa, primo produttore mondiale — e le opportunità di valorizzazione delle produzioni italiane di nicchia. È emersa con chiarezza la necessità di strategie più mirate, inclusa la possibilità di costituire consorzi e associazioni di produttori sul modello di quanto già avviene con successo in altri Paesi europei.
Il mediatore: una risorsa, non un costo
Al centro del workshop è tornato un tema che FIMAA porta avanti con convinzione: il mediatore merceologico non rappresenta un costo aggiuntivo per chi compra o vende, ma una risorsa strategica capace di fare la differenza tra una trattativa fallimentare e un accordo vantaggioso per entrambe le parti.
Il mediatore, per la sua posizione terza e neutrale, offre una visione equilibrata del mercato che le parti direttamente coinvolte nella negoziazione difficilmente riescono ad avere. Conosce il mercato in profondità, analizza domanda e offerta con obiettività, individua i punti di incontro possibili e suggerisce soluzioni che possono sfuggire a chi ha interessi diretti nella trattativa. Nel settore dell’olio, questo significa saper leggere i cicli produttivi, conoscere i valori di mercato nelle diverse aree geografiche, orientarsi tra normative, certificazioni di qualità e forme di pagamento internazionali.
Ambasciatore del prodotto
Come emerso durante il workshop, il mediatore opera anche come una sorta di ambasciatore del prodotto: da un lato ne promuove le qualità presso i potenziali acquirenti, dall’altro consiglia il momento e le condizioni più favorevoli per concludere l’acquisto, tutelando in questo modo entrambe le controparti. Un ruolo che non si esaurisce al momento della firma del contratto, ma che può estendersi nella gestione di eventuali controversie successive, garantendo continuità e solidità al rapporto commerciale.
La partecipazione della Consulta della Mediazione Merceologica di FIMAA a Olio Capitale è stata anche l’occasione per ribadire l’importanza della formazione continua, nonché della rete professionale che FIMAA mette a disposizione dei propri iscritti: un patrimonio di competenze trasversali — dal diritto commerciale alla logistica, dalla finanza internazionale alle normative doganali — che rende il mediatore merceologico una figura indispensabile in un mercato sempre più complesso e interconnesso.
Viviana Bardella – Coordinatore Consulta Mediazione merceologica FIMAA Italia



