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Il mediatore di merci

La definizione di mediatore merceologico e le sue peculiarità sono ampiamente conosciute in ambito giuridico, nelle pratiche commerciali e negli usi: tutte improntate a delinearne un preciso profilo professionale. E’ risaputo essere una figura professionale che opera in modo indipendente, mettendo a contatto acquirenti e Venditori di merci senza alcun legame o vincolo di dipendenza, mandato o rappresentanza; deve possedere specifiche conoscenze del settore nel quale opera, monitorare i mercati, essere Informato sulle vicende commerciali, seguire e portare a buon fine gli affari stipulati per suo tramite.

Ma, sottostanti ai precisi e ineludibili doveri deontologici, esistono peculiarità complementari che dovrebbero caratterizzare il mediatore merceologico: in primis deve molta attenzione ai propri interlocutori, capirne e a volte interpretarne i bisogni commerciali anche se non dichiarati in modo esplicito, essere cauto negli interventi tenendo sempre presente che le sue affermazioni sono spesso più influenti di quanto lui stesso possa ritenere, non deve scomporsi in inutili invettive, deve essere al tempo stesso deciso, concreto e determinato, in grado di comprendere le legittime ragioni delle parti, riuscire a bilanciare interessi contrapposti, collaborare alle riflessioni, sapere consigliare con obiettività.

Le sue caratteristiche e il suo ruolo

Il mediatore merceologico deve avere capacità di ascolto, conoscenza della merce, indagare le tendenze del mercato, conoscere i territori sui quali si trova ad operare e le loro consuetudini, i propri interlocutori e, se possibile, essere a conoscenza dei progetti e degli obiettivi degli stessi, naturalmente sempre nel rispetto di elementari principi di riservatezza e buon senso. L’esperienza e l’attenzione lo aiuteranno a non ripetere gli errori e possibilmente a replicare i successi. Fautore di una critica costruttiva, non denigra, non porta rancore, non colpevolizza, minimizza i torti: deve essere convincente basando le sue analisi su dati obiettivi, realistici, possibilmente inconfutabili.

Non deve mentire: in certi casi tralasciare alcuni particolari può essere necessario ma nascondere o, ancora peggio, negare eventi o circostanze reali con il timore che possano inficiare un affare è deleterio per il mediatore stesso che, oltre a mancare a precisi obblighi professionali, apparirà come una figura opaca e non affidabile. Deve garantire trasparenza e puntuale informazione, tenere sempre presente che è lui a mobilitare le parti che dialogheranno per suo tramite, per cui ne dovrà gestire le inevitabili incomprensioni e attriti; è il perno attorno a cui ruota e si sviluppa un affare il cui esito positivo sarà in buona parte frutto della sua professionalità, fermezza e determinazione. Il mediatore potrà essere così un utile e ascoltato anello di congiunzione nella complessa catena delle transazioni commerciali al cui successo, rapidità ed efficacia può contribuire in modo determinante.

Pier Giuseppe Romanini – Componente del Comitato Direttivo della Consulta della Mediazione Merceologica FIMAA Italia – Mediatore in latticini

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