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ICX 2026: il mercato delle commodity guarda ad Est

L’India si conferma un attore imprescindibile per il mercato delle commodity agricole, e in futuro rafforzerà sempre più questo ruolo. È uno dei messaggi più chiari arrivati dalla seconda edizione di ICX, l’Intercontinental Commodity Exchange che si è tenuto a Dubai il 28 e 29 gennaio scorsi

L’evento – che si sta rapidamente affermando come uno dei principali momenti di confronto per gli operatori delle commodity agricole a livello internazionale – ha confermato come il mercato stia attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da nuove geografie di crescita, tensioni logistiche e un ritorno della volatilità come elemento strutturale. E l’India in particolare può contare su fattori come l’aumento della domanda, l’evoluzione dell’industria locale e il peso crescente nelle dinamiche commerciali globali.

Il paradosso dell’Ucraina

Il contesto ucraino resta invece ancora complesso. I raccolti, in particolare di mais e grano, risultano abbondanti, ma le difficoltà nel carico e nella logistica continuano a rappresentare un collo di bottiglia significativo. Un paradosso che anche quest’anno peserà sui flussi commerciali e sulle strategie degli operatori italiani. Bisogna ricordare in particolare che le capacità di stoccaggio dell’Ucraina non consentono un “riporto” della merce, per cui non è da escludere vendite a saldo verso la primavera, pur di eliminare le scorte.

Verso una volatilità strutturale

Guardando al medio-lungo termine, il sentiment condiviso è chiaro: la volatilità non sarà episodica, ma strutturale. Nonostante il mercato piatto dei cereali in questi ultimi mesi, fattori geopolitici, climatici e macroeconomici continueranno a intrecciarsi, rendendo la gestione del rischio sempre più centrale.

Il 2026 sarà segnato da una forte pressione sul grano, in particolare da Australia e Argentina. Offerta abbondante e competitiva che influenzerà prezzi, origini e strategie di approvvigionamento su scala globale.

Un punto forse meno “numerico”, ma fondamentale: le relazioni. ICX ha ribadito come il networking, la fiducia e la presenza fisica restino elementi chiave del business. Un ambito sul quale, come operatori, dobbiamo assolutamente investire.

L’orzo è il nuovo oro

Tra le frasi più ripetute nei corridoi dell’evento, una ha colpito più di tutte: Barley is the new gold. L’orzo sta assumendo un ruolo strategico crescente, sia per dinamiche di domanda sia per opportunità di posizionamento nei prossimi mesi.

La seconda edizione di ICX ha mostrato un mercato in fermento, complesso ma ricco di opportunità per chi saprà leggere i segnali giusti. Crescita asiatica, pressione dall’emisfero sud, logistica e relazioni umane tornano al centro di un settore che cambia rapidamente, ma resta profondamente basato sulla fiducia e sulla visione di lungo periodo.

Simone Ruffato – Componente Comitato Direttivo della Consulta dei Mediatori Merceologici di FIMAA Italia – Mediatore merceologico specializzato in cereali e semi leguminosi

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