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Cos’è il Design Biofilico e perché progettare edifici e città secondo questi principi migliora le nostre vite

Gli esseri umani sul pianeta Terra sono quasi 8 miliardi. Tanti e sempre più stressati, tanto che le aziende statunitensi hanno già quantificato miliardi di dollari di perdite dovute alla diminuzione della produttività e allo stress dei propri dipendenti.

Il design biofilico riduce lo stress, potenzia le funzioni cognitive, la creatività e accelera la guarigione. In una parola, migliora le nostre vite. 

Vantaggi che considerata l’inarrestabile urbanizzazione del pianeta risultano più importanti che mai. 

Sentirsi bene al lavoro – e a casa – è possibile e deve diventare una priorità per le Amministrazioni Pubbliche, i progettisti e i player del mercato immobiliare.  


INDICE


Cos’è la biofilia? 

È il legame intrinseco dell’essere umano con la natura. Coniato per la prima volta dallo psicologo sociale E. Fromm nel 1964 e reso popolare dal biologo Edward Wilson nel 1984, indica la propensione biologica degli esseri umani a cercare legami con altri sistemi viventi. 

È questo il pensiero fondante del design biofilico, che mira a integrare elementi naturali negli ambienti costruiti per offrire alle persone l’opportunità di vivere, lavorare e curarsi in spazi salutari.

Un bisogno evidente già nell’architettura antica e che a partire dell’epoca vittoriana, vide artisti e progettisti opporsi all’aspetto disumanizzante delle città industriali, creando oggetti e edifici che traevano ispirazione dalla natura.

Quali sono i benefici del design biofilico

Nel 1984, uno studio di Ulrich dimostrò il potere curativo della connessione con la natura, confrontando i tassi di guarigione di pazienti con e senza vista su spazi naturali. 

Con l’emergere del movimento dell’edilizia sostenibile negli anni ’90, sono proliferati studi che esplorano la relazione tra design biofilico e aumento della produttività. Negli ultimi dieci anni, poi, l’integrazione tra neuroscienze e architettura ha guadagnato sempre più riconoscimento.

I benefici del design biofilico per persone e ambienti urbani possono essere suddivisi in tre macrocategorie.

Benefici ambientali del design biofilico per le città

Il tema del contenimento delle ondate di calore e dell’abbattimento di CO2 nei centri urbani è sempre più dibattuto e urgente. Da questo punto di vista, l’architettura biofilica di edifici e spazi urbani si dimostra particolarmente vantaggiosa. Integrando elementi naturali e vegetazione negli ambienti urbani, è possibile ridurre significativamente l’effetto isola di calore, migliorare la qualità dell’aria e aumentare l’efficienza energetica degli edifici. Inoltre, la presenza di aree verdi contribuisce a una maggiore resilienza delle città di fronte ai cambiamenti climatici, promuovendo un ambiente più sano e sostenibile per le future generazioni.

Benefici economici del design biofilico

Se è vero che progettare città ed edifici biofilici comporta costi iniziali più elevati, questi sono ampiamente compensati dai benefici a lungo termine. 

Secondo ricerche di Peter Newman citate su Wikipedia, l’integrazione di design e paesaggi biofilici a New York potrebbe portare risparmi significativi: fino a 470 milioni di dollari in aumento della produttività e 1,7 miliardi in riduzione delle spese legate alla criminalità.

Il design biofilico offre benefici economici concreti anche per le attività commerciali. Vi sono dati che mostrano che i negozi situati su strade alberate vedono un incremento delle vendite del 25%, grazie a un maggiore afflusso di pedoni, mentre quelli con ampi lucernari hanno un +40% di vendite. 

Naturalmente, anche il mercato immobiliare trae valore dal design biofilico, con apprezzamenti degli immobili costruiti o riqualificati secondo questi principi.

Benefici sulla salute

Le evidenze scientifiche sugli impatti benefici del design biofilico sono ormai innumerevoli. Gran parte degli studi si concentrano sui tre sistemi mente-corpo dominanti: cognitivo, psicologico e fisiologico.

Benefici che significano anche riduzione dei costi sanitari. Alcune ricerche dimostrano che il design biofilico nelle strutture di cura abbrevia il tempo medio di degenza da 3,67 a 2,6 giorni.   

L’Ospedale Khoo Teck Puat di Singapore ha vinto nel 2017 il Biophilic Design Award. Affacciato su un parco lacustre, ha terrazze piantumate, orti sul tetto e una corte verde interna. La sua filosofia è trasformare l’ospedale da “luogo di malattia” a “luogo di guarigione”.

In Italia, uno studio condotto dall’Università della Val d’Aosta sulla scuola elementare biofilica di Gressoney, dimostra i benefici del design biofilico per lo sviluppo cognitivo di bambini e ragazzi in età scolastica.

Gli elementi del design biofilico

Il pioniere dell’applicazione dei concetti biofilici all’ambiente costruito è stato Stephen Kellert, professore di ecologia sociale.

Nei suoi scritti ha tracciato il solco del design biofilico, aiutando e guidando architetti e progettisti a mettere in pratica questo approccio.

La progettazione biofilica è strutturata in tre categorie:

  1. Natura nello spazio
  2. Analoghi naturali
  3. Natura dello spazio

Natura nello spazio
Include la presenza di elementi naturali visibili come acqua, piante e luce naturale in un ambiente. 

Analoghi naturali
Consiste nell’evocare la natura negli ambienti attraverso l’uso di materiali naturali, colori, forme e immagini.

Natura dello spazio
Riguarda le caratteristiche spaziali che influenzano il sistema nervoso. La “prospettiva” (una vista libera da ostacoli), il “rifugio” (un luogo dove staccare dalla routine), il “mistero” (spazi che stimolano la curiosità).

Esempi di architettura biofilica

Vi sono innumerevoli esempi di design biofilico disseminati sul globo: dalle metropoli ai piccoli centri. Anche l’Italia comincia a vantarne alcuni.

  • Il Bosco Verticale: probabilmente l’edificio residenziale biofilico più famoso d’Italia. Progettato dall’Arch. Stefano Boeri. Un complesso residenziale che integra la natura direttamente negli spazi abitativi, ospitando oltre 800 alberi, 4.500 arbusti e 15.000 piante perenni e rampicanti sulle sue terrazze. Punta a migliorare il benessere dei residenti e contribuire alla biodiversità urbana (con prezzi che vanno dai 12.000 ai 16.500 eu/mq).
  • Il Welcome, feeling at work: un progetto di riqualificazione dell’ex area industriale Rizzoli a Milano, con consegna prevista entro il 2024, che porta la firma del famoso architetto Kengo Kuma and Associates. In collaborazione con il botanico e accademico Stefano Mancuso, offrirà uffici, co-working, GDO, ristorazione, wellness e auditorium.
  • La sede ENEL a Roma: la riqualificazione del quartier generale del gruppo a cura dello studio di architettura ACPV, (impegnato con un progetto simile per la sede RAI di Via Mazzini), è un progetto di design biofilico per migliorare la qualità del lavoro dei dipendenti.
  • L’Asilo nido la “Balena” di Guastalla, a Reggio Emilia e la scuola elementare di Gressoney-La-Trinité, in Valle d’Aosta: primi esempi di edifici scolastici progettati secondo i criteri di design biofilico. Materiali, illuminazione e metodi non convenzionali di fare lezione.  
  • The Greenary: un edificio residenziale privato a Parma (di proprietà della famiglia Mutti), dove lo studio CRA-Carlo Ratti Associati in collaborazione con Italo Rota, ha progettato un’abitazione nata letteralmente intorno ad un ficus australis di sessant’anni. 

Un trend per le persone

Esempi virtuosi che parlano di futuro e rappresentano perfettamente quel sistema di strategia win-win che le città, chiamate ad affrontare problemi di urbanizzazione sempre più complessi, devono attuare. Il design biofilico diventa dunque una conditio sine qua non per l’architettura di nuove costruzioni e riqualificazioni che non può più concentrarsi solo sugli “involucri” da progettare secondo standard di green value e resistenza climatica, ma che deve focalizzarsi anche e soprattutto sulle persone. Dagli uffici agli spazi di cura; dal residenziale al commerciale; dalle scuole alle industrie.

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