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Dazi USA: crollano le esportazioni di olio d’oliva italiano

Le esportazioni di olio d’oliva italiano verso gli Stati Uniti hanno subito una brusca frenata nei primi quattro mesi dell’anno. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio del Censimento degli Stati Uniti (US Census Bureau), tra gennaio e aprile il valore delle esportazioni è sceso del 40%, passando da 370 milioni di dollari nello stesso periodo del 2025 a 223 milioni. Anche i volumi hanno registrato una significativa contrazione, pari al 33%. Alla base del rallentamento vi è l’impatto dei dazi imposti dagli Stati Uniti sui prodotti agroalimentari di fascia alta, una misura che sta penalizzando soprattutto l’olio extravergine di oliva ottenuto esclusivamente da olive italiane.

Diversa, invece, la situazione degli oli certificati a Indicazione Geografica Protetta (IGP). In particolare, le produzioni della Toscana e della Sicilia stanno dimostrando una maggiore capacità di tenuta sul mercato statunitense. Come riportato da OlivoNews, il presidente del Consorzio IGP Sicilia, Mario Terrasi, sottolinea che, sebbene il valore delle vendite sia diminuito a causa del calo del prezzo delle bottiglie, la flessione dei volumi si è limitata a circa il 10%. Una dinamica decisamente meno negativa rispetto a quella registrata dall’olio extravergine 100% italiano che, secondo Terrasi, deve ormai confrontarsi con difficoltà non solo sul mercato americano, ma anche su quello globale.

Stati Uniti restano il principale sbocco commerciale per l’olio d’oliva italiano

Nonostante la flessione delle esportazioni, gli Stati Uniti continuano a rappresentare il principale sbocco commerciale internazionale per l’olio d’oliva italiano, assorbendo circa il 32,2% dei volumi esportati. Il Paese è inoltre il terzo maggiore consumatore mondiale di olio d’oliva, dopo Spagna e Italia, confermando il suo ruolo strategico per le imprese del settore. Le prospettive di medio-lungo periodo restano comunque positive. Gli analisti prevedono infatti una crescita della domanda internazionale di oli extravergini di alta qualità e ritengono che il mercato statunitense continuerà a svolgere un ruolo determinante nello sviluppo del settore.

Nel frattempo, la North American Olive Oil Association (NAOOA) ha intensificato il dialogo con le autorità statunitensi per ottenere l’esclusione dell’olio d’oliva dalle misure tariffarie; l’associazione evidenzia come la produzione nazionale non sia in grado di soddisfare il fabbisogno interno e come il mercato americano dipenda strutturalmente dalle importazioni.

Le priorità per il settore oleario italiano

Per il settore oleario italiano, le priorità sono rappresentate dal rafforzamento delle attività promozionali nei mercati strategici e dall’incremento della tracciabilità e dalla valorizzazione degli oli di qualità certificata. Elementi ritenuti fondamentali per preservare la competitività internazionale in uno scenario commerciale sempre più complesso, dove stiamo perdendo irrimediabilmente posizioni nel confronto con la Spagna.

Viviana Bardella – Coordinatore Consulta Mediazione merceologica FIMAA Italia – mediatore in olii di oliva

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