Con un provvedimento del 18 marzo 2026, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha stabilito che le fatture elettroniche per i prodotti delle filiere monitorate dalle Commissioni Uniche Nazionali (CUN) — suinicola, ovicunicola e grano duro — dovranno riportare un codice identificativo specifico nel tracciato XML.
Settimanalmente, l’Agenzia preleverà i dati (codice prodotto, unità di misura, quantità e prezzo), trasmettendoli in forma anonima alle segreterie delle CUN tramite BMTI ScpA, attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. L’obbligo, introdotto dal D.L. 63/2024 e recepito dalla Legge 182/2025, punta a monitorare i prezzi per verificare se i profitti derivino dalla compressione dei costi del lavoro (sfruttamento).
Le commissioni potranno contare su un flusso stabile di dati reali
Le CUN potranno così contare su un flusso stabile e certificato di dati reali. L’inserimento del codice univoco permetterà di isolare le operazioni soggette a monitoraggio, che verranno poi aggregate da BMTI. Inoltre, il D.L. 63/2024 ha incrementato il fondo per il funzionamento delle Commissioni di ben 600.000 euro annui a decorrere dal 2024.
Resta da capire come BMTI riorganizzerà questa mole di dati per renderli davvero utili al sistema agroalimentare; ma possiamo stare certi che, con capitali pubblici così ingenti a disposizione, qualche bel report (magari con grafici a colori) verrà sicuramente prodotto.
Stefano Pezzoni – Responsabile organizzativo della Consulta della mediazione merceologica di FIMAA Italia



