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Controlli sì, ma non solo

Sulla scia delle polemiche degli ultimi mesi, le Autorità competenti hanno dato un nuovo impulso ai controlli sulle merci importate in Italia e nell’Unione Europea, e questi sforzi stanno effettivamente portando alla luce alcuni casi di violazione delle norme. Tuttavia, le irregolarità riscontrate e le merci sequestrate sono gocce in un mare: anche se coprissero il 100% delle importazioni, i controlli non risolverebbero certamente il problema dell’eccessiva concorrenza.

Da alcuni mesi assistiamo a una campagna mediatica per bloccare quel fiume di merci proveniente da Paesi che hanno i disciplinari diversi da quelli europei, e che riesce a varcare i confini comunitari e nazionali. Il mantra è reciprocità. Ovvero, nel mercato europeo dovrebbero arrivare i prodotti ottenuti da metodi di coltivazione e da mezzi di produzione – come ad esempio diserbanti e pesticidi – uguali. Questo, al di là di un discorso sulla salubrità, dovrebbe limitare l’afflusso di merce a basso costo nel mercato.

Servono un approccio multidisciplinare e un concorso di competenze

Gli italiani o gli europei non sono gli unici che producono buoni prodotti, anche il resto del mondo ha delle eccellenze e purtroppo, in molti casi, queste hanno prezzi inferiori. Come agire dunque per salvaguardare l’agricoltura italiana e consentire alla nostra industria agroalimentare di trainare l’export e offrire al consumatore prodotti di qualità a un prezzo equo?

Finora nessuno ha avuto la bacchetta magica tra le mani, ma certamente la giusta strada da percorrere passa per un approccio multidisciplinare e un concorso di competenze. E in questo processo, il mondo della mediazione gioca un ruolo fondamentale, visto che ha tra i suoi compiti principali quello di facilitare i rapporti d’affari in un’ottica di lungo periodo.

I mediatori ormai si stanno evolvendo più velocemente di altre figure e sono capaci di interpretare i mercati e le dinamiche delle vendite e dei consumi con maggiore rapidità e in modo più efficace rispetto alle singole parti con cui si confrontano.

Stefano Pezzoni – Responsabile organizzativo della Consulta della mediazione merceologica di FIMAA Italia

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