Quest’anno, i festeggiamenti per il Natale di Roma dureranno un mese intero: aprile 2026 segna la nascita del Festival dell’Olio di Roma IGP, che arricchisce le celebrazioni per la Capitale e per il suo straordinario patrimonio agricolo e culturale di nuovi eventi, affascinanti ed evocativi, che coinvolgeranno tutti i romani. E’ un’occasione unica per immergersi nella storia millenaria della città, nei sapori autentici della campagna romana e nelle eccellenze del territorio.
Dalle masterclass di assaggio alle attività di edutainment, dalle degustazioni alle visite culturali, fino alla presenza al Vinitaly e al Premio L’Eterno: il programma ufficiale del Festival è stato presentato a Palazzo Valentini, in una conferenza stampa che ha visto alternarsi gli interventi di Sabrina Alfonsi, Assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale; Giancarlo Righini, Assessore al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio; Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma; Simone Quilici, Direttore del Parco Archeologico del Colosseo e David Granieri, Presidente del Consorzio Olio di Roma IGP e Presidente Coldiretti Lazio.
Il legame con il Natale di Roma rende il Festival particolarmente suggestivo: secondo la tradizione, Romolo tracciò il solco sacro e fondò Roma il 21 aprile del 753 a.C., scegliendo una data già consacrata alle antiche celebrazioni agricole. Oggi, il Consorzio Olio di Roma IGP vuole rinnovare in chiave contemporanea le celebrazioni dei Palilia, un’antichissima festa pastorale della religione romana, dedicata alla terra e agli ulivi, nata per purificare le greggi, i pastori e benedire i villaggi con un ramoscello d’ulivo, gesto di protezione e prosperità. Il Festival vuole valorizzare la nostra storia, i nostri sapori e la cultura dell’olio in tutte le sue sfaccettature. La città diventerà così ambasciatrice delle eccellenze del marchio Roma, dei prodotti della campagna romana e della filiera dell’Olio IGP, raccontando un territorio ricco di tradizione e innovazione, educando i cittadini e le nuove generazioni alla sostenibilità, alla qualità e all’identità culturale.
Torelli, occasione per riscoprire le radici del nostro territorio
“Nel contesto delle celebrazioni del Natale di Roma – ha dichiarato Tiziana Torelli vicepresidente del Consorzio Olio di Roma IGP – questo Festival rappresenta un’occasione per riscoprire le radici più profonde del nostro territorio e il legame originario tra uomo, terra e cultura. L’olio extra vergine di oliva è parte integrante della nostra storia: un simbolo che attraversa i secoli e che ancora oggi racconta identità, tradizione e qualità. Ringraziamo le Istituzioni per aver accolto questa iniziativa nei luoghi della Città Eterna, che diventano scenario e voce del racconto dell’Olio di Roma IGP: un racconto che nasce nel cuore di Roma e si dirama nel territorio regionale, valorizzando le nostre produzioni e rafforzando il legame tra comunità, paesaggio e filiera. Con questo Festival – ha concluso Torelli – vogliamo non solo promuovere un’eccellenza agroalimentare, ma custodire e trasmettere un patrimonio culturale vivo, capace di coniugare storia e futuro, nel solco della Dieta Mediterranea e della tradizione della Cucina italiana”.
Tagliavanti, l’olio un grande alimento che deve essere raccontato
“Roma gode da secoli di un grande privilegio, la possibilità di avere un alimento importantissimo non soltanto per la normale alimentazione, ma anche per la medicina, il benessere, parliamo dell’olio. I romani hanno sempre utilizzato l’olio. Questo grande alimento deve però essere raccontato, raccontato non solo ai romani per avere maggiore consapevolezza, ma soprattutto al mondo, alle altre persone che utilizzano poco questo elemento che sappiamo essere salubre”. Lo ha detto Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di Commercio di Roma alla presentazione a Palazzo Valentini della nascita del Festival dell’Olio di Roma IGP.
“Questa opportunità – ha aggiunto Tagliavanti – ci viene data dal Consorzio dell’olio romano che per una settimana farà delle manifestazioni proprio per valorizzare tutti gli aspetti di questa enorme ricchezza che produce il nostro territorio. Questo è importante non soltanto per l’elemento enogastronomico, ma anche per l’elemento economico. Sappiamo che l’olio è uno di quegli alimenti sempre più apprezzato all’estero e quindi uno degli elementi fondamentali per quanto riguarda il nostro export agroalimentare”.
Righini, una manifestazione che valorizza il territorio
“È un festival importantissimo che coniuga storia, cultura, tradizione, agricoltura con cultura e turismo. Una rassegna di iniziative importanti che valorizza il territorio, valorizza questa produzione di cui il Lazio è una protagonista e vogliamo ribadire questo concetto. Il Lazio realizza grandi oli di grande qualità e di grande valore”. Lo ha affermato l’Assessore Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste, Giancarlo Righini alla presentazione del Festival dell’Olio di Roma IGP.
“Fare tutto questo – ha aggiunto Righini – nel contesto di Roma in questo luogo straordinario con questa serie di iniziative che si svilupperanno su tutto il territorio comunale di Roma dai parchi archeologici, passando al Colosseo per Palazzo Rivaldo, un luogo straordinario, credo che possa offrire anche una grande opportunità per comprendere quanto importante sia la valorizzazione e quanto l’agricoltura può rappresentare un strumento di conoscenza”.
Alfonsi, si ritorna all’olio come cultura
“Oggi abbiamo presentato un grande sogno per il Consorzio, ma per tutta la città di Roma, il primo festival dell’olio”. Ha detto l’Assessore all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi. “Roma – ha spiegato Alfonsi – due anni fa ha avuto, appunto, il passaggio all’olio IGP e da lì siamo rientrati a far parte delle città dell’olio. Per questo stiamo facendo un lavoro che è sicuramente di comunicazione verso le nostre produzioni, perché ancora non si associa l’olio a Roma, invece Roma produce un olio di ottima qualità. In più stiamo svolgendo anche un lavoro culturale, Roma è piena di ulivi, è piena di uliveti, stiamo recuperando tutti gli uliveti abbandonati nella città, dopo l’esempio del grande uliveto del Parco del Colosseo non solo Villa Chigi, ma anche Villa Glória aveva e ha un grande uliveto perché si ritorna all’olio come cultura, come tradizione, ma anche come solidarietà”.
Per Alfonsi “questi oli vegetali di città producono un olio che va in solidarietà perché è bene che tutti possano mangiare degli alimenti sani e di qualità a partire proprio dall’olio d’oliva che oramai sappiamo essere importantissimo all’interno della dieta mediterranea e non solo. Certo, l’olio a chilometro zero perché, appunto, sono nostre eccellenze. Roma produce olio, produce vino, formaggio e noi dobbiamo assolutamente ricominciare anche a partire dai nostri ristoranti a valorizzare i nostri prodotti di eccellenza. Il pecorino romano ad esempio che oggi finalmente riprende un grande mercato, è uno dei fattori, degli elementi fondamentali e quindi noi dobbiamo far conoscere Roma attraverso anche i suoi sapori”.



