Replica del Presidente nazionale Fimaa Santino Taverna al Sole 24 Ore.com

(art. 8 Legge 8 febbraio 1948, n. 47)

Roma 23 luglio 2019

Egregio dott. Giovanni Uggeri – Responsabile redazione Il Sole 24 Ore (Casa),

In data 19 luglio u.s. sul Vostro quotidiano ‘Il Sole 24 Ore.com’ è apparso un articolo dal titolo ‘Vendo un castello, e con il risparmio sulle provvigioni mi compro una villa’.

Alcuni passaggi dell’articolo meritano delle riflessioni.

Che le nuove startup dell’immobiliare possano far risparmiare i cittadini permettendo loro di moltiplicare le occasioni d’investimento rimane assunto tuttora da verificare. Soprattutto per quanto attiene ai servizi necessari per finalizzare compravendite immobiliari in assoluta tranquillità.

Se la maggioranza degli italiani ritiene opportuno rivolgersi agli operatori immobiliari, come testimoniato da una recente indagine elaborata da Nomisma, forse è anche il caso di pensare che non lo facciano per regalare denaro, ma perché trovano un effettivo e conveniente interesse.

Quando un cittadino decide di vendere un immobile valuta anzitutto le competenze dell’agente immobiliare, le sue capacità d’interazione nel mercato di riferimento e poi decide se affidargli l’incarico. Non è solo una questione di fiducia, ma anche e soprattutto di riconoscimento delle capacità tecniche e professionali dell’operatore di alienare l’immobile, evitando problematiche (legali e commerciali) ben più onerose della provvigione che gli spetta.

Inoltre, più è alto il valore dell’immobile, più alte sono le aspettative sia del venditore che dell’acquirente in merito ai servizi gestionali delle fasi della compravendita. Servizi che spaziano dalle verifiche documentali (catastali, urbanistiche, ipotecarie, spese condominiali, etc.), all’utilizzo delle migliori tecniche di vendita (marketing, home-staging, foto professionali, virtual tour, etc.), alla capacità di trovare tutte le soluzioni ideali per soddisfare le esigenze delle parti interessate (venditore e acquirente) e soprattutto alla conoscenza dei corretti valori.

Esigenze che l’agente immobiliare, per il proprio ruolo di soggetto terzo tra le parti, e per l’esperienza maturata sul campo, può soddisfare. Vendere o acquistare ad un valore sbagliato comporta danni più rilevanti dell’ammontare di una provvigione.

Nonostante siano presenti nel mercato alcune società dedicate alla compravendita di immobili a costo zero per la parte venditrice e a costi ‘ridotti’ per il compratore, per voce dei consumatori intervistati da Nomisma, il 64% degli italiani per la vendita di un’abitazione si è affidato sin dal primo momento ad un’agenzia immobiliare tradizionale.

Gli italiani, al di là del bombardamento di claim pubblicitari di provvigioni a costo zero, continuano a dimostrare di saper discernere cosa sia bene per il proprio portafoglio, soprattutto quando si tratta di mettere in campo i risparmi e i sacrifici di una vita.

Santino Taverna
Presidente nazionale Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari
aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia

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