E' necessario premettere che la definizione di sospensione degli adempimenti tributari diversa dai versamenti riportata nell'art. 62 del DL 18/2020 è molto ampia e non chiarisce, così come non lo fa l'Agenzia delle Entrate, se la registrazione degli atti preliminari di compravendita rientrino tra gli atti prorogati; relativamente all'imposta di registro invece la lettura della norma (art. 62) chiarisce come l'imposta non rientri tra le imposte per le quali è stata prevista la sospensione. Nel caso di specie si potrebbe eccepire che la registrazione del preliminare si configura come un adempimento tributario e che l'obbligo al versamento dell'imposta di registro nasca al momento della registrazione e non prima; tuttavia, sebbene si attendano chiarimenti da parte del legislatore o dell'Agenzia delle Entrate, si ritiene prudenziale interpretare in modo restrittivo la norma e quindi procedere alla registrazione ed al versamento della relativa imposta. Qualora l'atto sia stato concluso prima della data del 08 marzo 2020, inizio previsto per la sospensione, quindi prima del 17 febbraio 2020, vigeva sicuramente l'obbligo di registrazione e successivo versamento dell'imposta di registro (si ricorda infatti che l'Agenzia delle Entrate non è chiusa al pubblico ma è possibile accedervi previo appuntamento). Si ritiene quindi che in accordo a quanto previsto dal DPCM dell'11 marzo, del 22 marzo e del 25 marzo 2020, ricorra l'obbligo di necessità che, in questo caso è giustificato dalla scadenza fiscale.
Le attività immobiliari sono escluse dal DPCM del 22.03.2020 così come non rientrano in quello del DPCM del 11.03.2020. Tuttavia se la mediazione è conclusa e si tratta di un rogito già previsto si segnala che l'attività dei professionisti è consentita (codice ATECO 69) e quindi anche quella dei notai. Per cui il rogito si può tecnicamente fare. Tuttavia, le norme di contenimento del contagio impongono di limitare al massimo gli spostamenti e i contatti tra le persone, riducendo questi ultimi ai casi di strettissima necessità. Qualora le parti procedano alla stipulazione dell'atto, sarà compito del notaio rogante garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza presso il proprio studio. Le presenze fisiche dovranno essere ridotte al minimo, astenendosi da partecipare familiari, consulenti o comunque persone diverse dai soggetti stipulanti. I notai presentano anche la possibilità di stipulare le compravendite per scrittura privata autenticata anziché per atto pubblico e firme delle parti in tempi diversi, facendo sì che in tal modo neppure esse si incontrino. La presenza al rogito dell'agente immobiliare, che non deve sottoscrivere l'atto e che può continuare a prestare assistenza alle parti anche da remoto, non si configura di regola come strettamente necessaria e pertanto la risposta sulla sua partecipazione all'atto è negativa.